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Tortano: gustosa ciambella salata ripiena

Origini campane per questa ciambellona salata, parente prossimo del casatiello pasquale. Molto nutriente, si conserva in frigo per qualche giorno. Aggiungete al tempo di preparazione e cottura 3 ore complessive di lievitazione.

Ciambella rustica tortano

 

Ingredienti: 150 gr di farina manitoba; 300 ml di acqua naturale; 350 gr di farina 00; 12 gr di lievito di birra; 100 gr di strutto; olio di oliva; sale e pepe; 150 gr di Groviera; 150 gr di Montasio; 150 gr di mortadella a cubetti; 100 gr di prosciutto cotto a cubetti; 150 gr di salame a cubetti; 200 gr di scamorza

 

Sciogliete il lievito di birra in acqua tiepida (che prenderete dai 300 ml di acqua totali richiesti per la ricetta). Sciogliete il sale nell’acqua rimanente e lasciate da parte.

Amalgamate le due farine insieme allo strutto, all’acqua salata, al lievito (che deve essere già sciolto) e al pepe. Lavorate gli ingredienti fino a che avrete ottenuto un composto liscio ed omogeneo.

Mettetelo in una ciotola infarinata, coprite con pellicola trasparente e fate lievitare per due ore in un luogo tiepido (l’impasto deve raddoppiare il proprio volume). Nel frattempo tagliate a cubetti formaggi e affettati.

Una volta terminata la lievitazione, stendete l’impasto con un matterello fino a formare un rettangolo. Le dimensioni devono avere dei lati di circa 40 cm. Farcite l’intera superficie del rettangolo con i formaggi e i salumi.

A questo punto formate una specie di salsicciotto arrotolando la pasta su se stessa, dal lato più lungo. Adagiate il salsicciotto ripieno all’interno di uno stampo a ciambella, che avrete precedentemente oliato. Fate lievitare la ciambella per un’ora e poi spennellate d’olio la superficie della ciambella.

Infornare, in forno già caldo, per un’ora a 180°.

- La ciambella, o tortano, va servito a fette e tiepido. Potete conservare questa ciambella salata in frigo, coperta con pellicola trasparente, abbiate solo cura di riscaldarla un po’ prima di servirlo di nuovo -

 

 

Gnocchi di zucca con crema di cannellini e funghi

La zucca può essere cucinata in tantissimi modi, eccone un altro: degli gnocchi specialissimi!

 

Ingredienti (4 persone): 1,2 kg di zucca; 250 gr di fagioli cannellini cotti; 100 gr di farina bianca; 100 gr di farina integrale; 60 gr di pangrattato; 20 gr di funghi secchi; 1 cipolla grande; 1 cucchiaio di timo; 1 cucchiaino di prezzemolo tritato; 1 bicchiere di vino bianco; olio extra vergine di oliva; sale

 

Sbucciate e pulite la zucca, dopo di chè tagliatela a fette che andranno disposte su una teglia ricoperta da carta da forno e infornate per 30 minuti a 150° (il tempo è indicativo, basta che le fette di zucca diventino tenere. Potete anche far scaldare la zucca in forno prima di sbucciarla, in modo che diventi più morbida e sia più facile tagliarla).

Dopo aver lasciato in ammollo i funghi, scolateli e tritateli insieme al timo, aggiungete poco olio, mescolate e incorporate, sempre mescolando, il pangrattato.

Fate rosolare per 10 minuti la cipolla tritata in 3 cucchiai d’olio, versate un bicchiere di vino bianco, fate sfumare, aggiungete i cannellini e proseguite la cottura per altri 5 minuti. Togliete dal fuco, aggiungete poca acqua calda e frullate il tutto fino ad ottenere una salsa fluida (controllate il sale, aggiungetene se necessario). Mescolare al prezzemolo tritato.

Frullate per bene anche la zucca, una volta raffreddata mescolatela alla farina bianca, a quella integrale e aggiungete un pizzico di sale. L’impasto dovrà risultare compatto ma piuttosto morbido.

Portate a bollore abbondante acqua salata e fate letteralmente cadere l’impasto nella pentola, a cucchiaiate. Appena gli gnocchi saliranno in superficie scolateli e impiattate: conditeli con la crema di fagioli e cospargete il piatto del misto di pangrattato e funghi.

Linguine con vongole, zucchine e zafferano

Che fare se si ha una voglia pazza di vongole ma non si vuole, o non si può, utilizzare il pomodoro? Semplice, si segue questa ricetta e ci si prepara a gustare un piatto da 10 e lode!

 

Ingredienti (4 persone):2 kg di vongole veraci; 2/3 zucchine; una busta di zafferano; circa 400 gr di linguine; olio extra vergine di oliva

 

Pulite le vongole e conservate l’acqua che avranno rilasciato nella pentola.

Pulite le zucchine e tagliatele a fiammifero. Mettetele in padella con un filo d’olio, fate soffriggere e dopo qualche minuto aggiungete le vongole e lo zafferano, che avrete avuto l’accortezza di sciogliere con l’acqua ricavata dalla cottura delle vongole (ne basta un bicchiere, controllate che l’acqua sia calda). Continuate a cuocere fino a quando le zucchine non saranno belle tenere aggiungendo l’acqua delle vongole (si tratta comunque di pochi minuti).

Lessate le linguine in abbondante acqua salata, scolatele e fatele saltare insieme al condimento.

 

Come si puliscono le vongole?

Versate le vongole in un lavello pieno d’acqua e muovetele con le mani, in modo da favorire l’eliminazione della sabbia che contengono. Fatele passare ad una ad una e buttate via quelle rotte o non completamente intere, mettete quelle buone in uno scolapasta e rimettetele a mollo per un po’ se vi sembra necessario.

Mettete una pentola vuota sul fuoco, dopo qualche minuto metteteci dentro le vongole senza coprire con il coperchio. Vedrete che dopo qualche minuto inizieranno ad aprirsi, quando vedrete una schiuma quasi sull’orlo di uscire dalla pentola vuol dire che l’operazione può considerarsi conclusa.

Scolate le vongole e fate in modo di salvare almeno un pò dell’acqua rilasciata dalle vongole. Quest’acqua è infatti molto saporita e quindi perfetta per completare le cotture dei piatti a base di vongole: lasciandola in un contenitore la sabbia che contiene si deposita sul fondo, quindi è sufficiente prendere l’acqua dalla cima del contenitore per stare tranquilli (in alternativa potete filtrarla con un colino).

Una volta scolate le vongole procedete ad estrarne il frutto se dovete usarlo senza il guscio (come nel caso della ricetta delle linguine). In ogni caso controllate tutte le vongole, se ne trovate alcune che sono rimaste chiuse non forzatele e buttatele, se una vongola non si apre con il calore significa che non è fresca o che comunque non va mangiata.

Cuori di pasta sfoglia con zucchero di canna e cannella

 

Per la serie “quando la vicina di casa e la pasta sfoglia ti salvano la vita“: ringrazio Aneta per questa ricetta! Avete presente quando amici o parenti invadono il salotto senza preavviso e non avete niente, ma proprio niente da offrire oltre al più classico dei caffè? Ecco, da ora potrete risolvere il problema in 15 minuti.

 

Ingredienti: pastasfoglia; zucchero di canna; cannella in polvere

 

Aprite la pasta sfoglia e stendetela. In un bicchiere mischiate in pari quantità lo zucchero di canna e la cannella in polvere, versatene un po’ sulla pasta sfoglia e spargete in modo omogeneo per tutta la superficie. Se necessario aggiungete altro zucchero & cannella.

Terminata questa operazione procedete a piegare su se stessa la pasta sfoglia in questo modo: i lati esterni andranno a toccare la metà esatta del rettangolo di pasta sfoglia; ripetete l’operazione finché il lato destro e quello sinistro saranno quasi sovrapposti. A questo punto avrete ottenuto un rotolo (non perfettamente cilindrico), con un coltello tagliate delle fettine alte almeno un centimetro e disponetele su una teglia ricoperta di carta da forno.

Infornare a 200° per 15 minuti e otterrete tanti dolci cuori!

Strudel salato: radicchio, prosciutto crudo e formaggio

Non solo torte salate! Questo gustosissimo strudel è un piatto che potrete utilizzare come contorno, secondo o appetizer, sempre sicuri di stuzzicare piacevolmente il palato dei vostri ospiti.

Ingredienti: un radicchio rosso veronese; 150/200 gr. di prosciutto crudo; formaggio a dadini; pasta sfoglia (o brisé).

 

Pulite ed asciugate un radicchio e poi tagliatelo a striscioline. Fatelo appassire in padella con poco olio e poi lasciate raffreddare una ventina di minuti.

Prendete un rotolo di pasta sfoglia rettangolare e, per il lungo, stendete una base di prosciutto crudo (5 o 6 fette, dipende dallo spessore). A questo punto stendete sopra il prosciutto il radicchio, dopodiché spargete sopra il formaggio tagliato a cubetti piccoli.

Quale formaggio? Scamorza, asiago, crescenza, a seconda dei gusti. Io ho problemi con il latte vaccino e ho sperimentato anche il pecorino (si scioglie chiaramente meno ma l’abbinamento è comunque ottimo) e la mozzarella di bufala (fatta opportunamente scolare), ma in questo caso ho optato per la pasta brisè che ha una consistenza maggiore rispetto alla pasta sfoglia.

Dopo il radicchio, se ne avete, stendete un altro paio di fettine di prosciutto, magari atri piccoli cubetti di formaggio e poi chiudete la sfoglia esattamente come fareste per uno strudel di mele. Abbiate cura che i bordi siano ben chiusi, specialmente se avete scelto un formaggio molto morbido.

In forno per 40 minuti a 180° e via, buon appetito!

 

 

 

Zucchine in carpione: ricetta alla piemontese

La quantità degli ingredienti varia a seconda di quanti sono i commensali, i riferimenti che seguono sono quindi puramente indicativi. Nel dubbio, comunque, abbondate, le zucchine in carpione, se conservate in frigo per qualche giorno, acquistano sapore col tempo!

Ingredienti: 2 kg di zucchine  (meglio se tenere e piccole), 1 cipolla di tropea; olio extra vergine  d’oliva; 200 ml di vino bianco secco; 100 ml di aceto di vino rosso; 70 ml acqua; salvia (almeno una manciata piena); rosmarino; sale

 

Lavare e spuntare le zucchine, vanno poi tagliate a bastoncini (c’è chi consiglia di togliere il cuore bianco, l’importante è che abbiano uno spessore di un centimetro circa). Fate friggere in olio extra vergine di oliva, finché non saranno dorate ma con l’esterno ancora verde. Salare e far raffreddare in un pirofila, senza aggiungere carta assorbente.

Preparare la marinatura. Prendere un’altra pentola e fa scaldare 50 ml di olio extra vergine di oliva, ai quali aggiungerete la salvia, il rosmarino e la cipolla rossa di tropea tagliata a rondelle. Quando erbe aromatiche e cipolla inizieranno a soffriggere, versate il vino, l’acqua e l’aceto, aggiungete un po’ di sale e lasciate sfumare finché non ne sarà rimasto un terzo.

A questo punto versare sulle zucchine che avete lasciato riposare nella pirofila, far raffreddare, mettere in frigo e servire fredde (l’ideale sarebbero 24 ore).

Come fare una lavagna

Dopo aver creato il mio tavolo lavagna mi era rimasta della vernice, che farne? Una lavagna ovviamente!

Ho recuperato un pannello sottile di compensato, di quelli che si usano per appendere i poster per intenderci. Una volta spolverato e lavato con il solito straccio imbevuto d’alcool, sono passata a stendere la prima mano di vernice lavagna.

Ho usato un piccolo rullo, più comodo e veloce, in questo modo sono riuscita a stendere perfettamente la vernice. Ho passato tre mani (fate passare almeno 4/5 ore tra una mano e un’altra), dopo 24 ore dall’ultima sono passata alla decorazione.

Per il tavolino mi ero fatta fare un adesivo, ma viste le dimensioni della lavagna questo mi sarebbe costato più di 20 euro e non avrebbe giustificato il DIY (no?).

Quindi mi sono armata di matita ed Uniposca bianco per dare l’effetto gesso, poi ho preso delle mollette di legno, proprio quello per il bucato, e le ho attaccate utilizzando la colla a caldo.

Per i gessi ho trovato un porta penne di legno che ho attaccato usando la colla millechiodi (visto che mi sembrava più pesante non volevo rischiare).

Ecco, tutto molto semplice ma appesa in cucina fa proprio un bell’effetto oltre che essere utilissima!


 

Vernice lavagna: come rinnovare un tavolino Ikea

Nella mia stanza, nell’angolo adibito a guardaroba faceva bella mostra di sé un tavolino Ikea tutto rosa, sul quale per anni ho gettato maglie, vestititi e borse fino a creare torri altissime. Finita l’era della cameretta da teenager e mutato il colore delle pareti (in passato il tutto era declinato sui toni del fuxia e dell’arancione), mi si è posto il problema di come riciclarlo.

L’idea del decoupage non mi sembrava la scelta più felice, stavo quasi per dipingerlo di nero per adattarlo al nuovo divano della nuova casetta ma mi sembrava che in questo modo l’avrei reso ancora più anonimo. Che fare quindi?

Da tempo mi balenava in testa il progetto di creare una lavagna da mettere in cucina, quindi perché non utilizzare lo stesso materiale? Mi sono procurata della vernice lavagna (Obi, 15 euro) e ho iniziato a cambiare volto al tavolino Lack.

La vernice lavagna consente di trasformare pareti e oggetti in una superficie tale e quale alle lavagne che usavamo a scuola. Si possono usare i gessi di qualsiasi colore ed è facilmente lavabile con un panno umido. Non è necessario stendere un fondo prima di verniciare, ma se prima della vernice lavagna applicherete dello stucco magnetico, la vostra lavagna vi permetterà anche di utilizzare calamite come su una vera lavagna magnetica (questo vale per il prodotto che ho utilizzato io, non so dire se altri marchi abbiano esigenze di trattamento diverse).

Procedimento.

Per prima cosa ho pulito il tavolino con un panno intriso di alcool per sgrassarlo, dopo di che sono passata alla fase di verniciatura. Per la prima mano ho utilizzato un pennello 60, setole sintetiche, ma non sono rimasta molto soddisfatta, si vedevano troppo le righe lasciate dal pennello (ma probabilmente potevo evitare caricandolo meno di colore).

Per le altre due mani (ho fatto asciugare molto bene la vernice tra uno strato e l’altro) ho optato quindi per un piccolo rullo e il risultato è stato nettamente migliore. Quando il colore mi è parso steso a dovere, sono passata all’applicazione della decorazione.

Ci sono molti siti che consentono di creare adesivi personalizzati, io per il tavolino ho scelto questo, non l’avevo mai provato ma è stata una piacevole sorpresa (10 euro compresa la spedizione e consegna in tempi rapidi nonostante ci fosse di mezzo il ferragosto).

Per incollare l’adesivo mi sono fatta aiutare dal mio (paziente) ragazzo perché a causa della superficie non liscia al 100% e il font che avevo scelto, alcune lettere rimanevano incollate alla pellicola rischiando di rovinare la scritta. Dopo qualche minuto abbiamo completato l’operazione e così ora abbiamo un nuovo tavolino!


Che ne dite? Qualche altra idea per usare la vernice lavagna?

Ricetta ravioli al cioccolato

Ho assaggiato questa delizia per la prima volta quest’estate, al Publius, ristornate di Poggio (Isola d’Elba) che vi consiglio assolutamente di provare almeno una volta nella vita (già solo la vista spettacolare sul golfo basterebbe a giustificare il viaggio!). Tornata a casa non ho potuto resistere e ho provato a preparare questi ravioli speciali per cercare di rivivere quella meravigliosa sensazione…

Ingredienti (per due persone): 100 gr. farina 00; 100 gr. farina di semola; 50 gr. di cacao amaro; due uova; sale. Ripieno: 150 gr. di burrata; 2 cucchiai parmigiano grattugiato; 30 gr. di nocciole intere: 50 gr. di burro

 

Preparare una fontana con le farine e il cacao, inserire le uova e un po’ di sale ed iniziare ad impastare, aggiungendo un po’ d’acqua di tanto in tanto. Dopo aver ottenuto una pasta elastica e liscia, avvolgerla in pellicola trasparente (o stagnola) e far riposare in frigo per mezz’ora.

Passato questo tempo procedete con la stesura della pasta e create lunghe sfoglie sottili. Passate a creare il ripieno direttamente sulla sfoglia: burrata, una nocciola (o metà), una spolverata di parmigiano.

Ricoprire la sfoglia con un’altra e premere con i polpastrelli in modo che le due si attacchino. Per essere sicuri che il raviolo si chiuda bene spennellare la zona attorno al ripieno con dell’albume, in modo che le due sfoglie rimangano bene attaccate e non si aprano durante la cottura.

A questo punto prendete un coppapasta e create il raviolo. Cuocere solo per 4/5 minuti in acqua salata e condire con burro fuso e parmigiano.

 

- Questa è la ricostruzione, mi pare abbastanza fedele, di quanto ho gustato al Publius, elaborata anche in base a quanto ho trovato in giro per il web (ho visto che molti riportano una ricetta di Borghese che propone il burro tartufato e scaglie di tartufo che dev’essere squisito ma non mi pare fosse tra gli ingredienti usati in quel ristorante). Io purtroppo non posso mangiare burrata quindi mi sono limitata a farcire i ravioli con un formaggio cremoso si pecora e il risultato è stato molto gradevole!

Cassetta di legno in stile Shabby Chic

L’ho vista per anni completamente impolverata, messa in un angolo a contenere la legna per il camino.

Ma poi un giorno l’ho guardata meglio e per la prima volta l’ho vista davvero. Sotto a quello strato lasciato dal tempo si nascondeva un bellissimo oggetto, bastava solo valorizzarlo un po’!

Così l’ho svuotata, pulita, carteggiata e ho seguito il procedimento già utilizzato per la coppia “tavolo & specchio”, solo che per la cassetta ho utilizzato solo due mani di colore per dare un effetto più country.

Che dite? Io la trovo così carina…ora devo decidere la sua destinazione d’uso: fiori? Giornali? Libri? Utensili? Accetto consigli!